malattie legate a radiazioni, inquinamento ambientale ed acustico

Sono decenni che la scienza ha dimostrato le conseguenze dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana: lo smog e le polveri sottili prodotti da scarichi industriali e automobili sono alla base tanto di disturbi come irritazioni polmonari quanto a patologie estremamente gravi legati all’apparato respiratorio e cardiovascolare, malattie polmonari croniche, formazione di tumori e leucemie.

Ma l’elenco si è allungato ogni giorno di più, arrivando a comprendere mali che generalmente non si assocerebbero all’inquinamento, persino una serie di disturbi psicologicicome attacchi di panico, stati di ansia e paura.

Quali sono i legami tra inquinamento e malattie secondo gli sviluppi più recenti della ricerca scientifica?

Chi vive in città particolarmente inquinate dal punto di vista atmosferico è maggiormente soggetto al rischio diabetesecondo uno studio epidemiologico effettuato negli USA sulle polveri sottili, che ha riscontrato un aumento del 20 per cento di nuovi malati nei luoghi con più alta concentrazione di PM2.5.

Ma l’inquinamento atmosferico incide fortemente anche sulla virilità maschile finendo in testa alle cause di infertilità, colpendo direttamente gli spermatozoi: purtroppo non possono ritenersi immuni ai disturbi sull’apparato riproduttivo neppure le donne, in quanto lo smog è uno dei principali imputati della menopausa precoce.

L’inquinamento atmosferico potrebbe influenzare anche la comparsa dell’appendicite negli adulti, secondo quanto emerso da una ricerca canadese dell’Università di Toronto, l’Università di Calgary e l’Health Canada, che ha esaminato casi sin dal XIX secolo riscontrando una correlazione tra l’insorgenza della patologia in età adulta e l’eccesso di ozono e biossido di azoto nell’aria.

E poi ci sono naturalmente le allergie e le intolleranze alimentari varie, che sono in continuo aumento nei Paesi industrializzati anche per il peggioramento continuo della qualità dell’aria.

Altre correlazioni sono più controverse dal punto di vista scientifico: è il caso dell’autismo, malattia che resta per molti versi oscura agli esperti, ma una ricerca del 2014 dell’Università di Pittsburgh ha esporto la tesi secondo cui i bambini affetti da autismo avrebbero avuto maggiori probabilità di essere stati esposti a livelli elevati di alcune sostanze tossiche presenti nell’aria durante la gravidanza e nei primi due anni di vita.

I ricercatori avrebbero individuato legami tra aumento dei livelli di cromo e stirene e autismo infantile, che causano alterazioni del sistema endocrino o problemi di sviluppo neurologico, ma l’attribuzione di una correlazione diretta tra questa patologia e l’inquinamento non è ancora comunemente accettata nel mondo scientifico.

PATANE' PROF. ALFIO GIOVANNI
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